Storia di Parigi: la città di “Bastarde di Francia” nel 1630

Come molti sanno Parigi ebbe il suo nucleo originario nell’Ile de La Cité, approfittando della Senna tutt’attorno come “fossato” acquatico di protezione. 

Il primo a pensare a una cinta muraria fu Philippe Auguste, all’epoca della Terza Crociata inglobando anche molti terreni coltivati e non. Per questa ragione per molto tempo si poté a costruire all’interno di essa, aprendo all’occorrenza nuove porte.

A metà del ‘600 si arrivò a circa 500.000 abitanti.

La cinta muraria di Louis XIII, che si congiungeva a progetti preesistenti, venne costruita tra il 1633 e il 1636 e durò immutata fino al 1754. 

Per chi conosce la Parigi odierna diamo un’idea dell’ampiezza della città nel ‘600. Ci si orientava secondo tre grandi zone: con “de l’Université” ci si riferiva alla Rive Gauche; con “de la Cité” all’Ile; con “de la Ville” alla Rive Droite. Queste tre zone erano divise a loro volta in quartieri.
La città era delimitata dalla Porte Saint-Antoine, in pratica dove sorgeva la Bastiglia (odierna place de la Bastille), dal lato opposto in prossimità della fortificazione c’erano i giardini delle Tuileries, e quelli del Luxembourg sulla Rive Gauche. Percorrendo l’altra direttrice, a nord avremmo trovato la Porte de Saint-Denis (Montmartre era fuori dalle mura, nella vicina campagna) e all’opposto, attigua alle mura, la chiesa di Sainte-Genevieve e Saint-Etienne du Mont.

Le strade urbane

Quasi fino alla Rivoluzione le strade di Parigi seguivano il loro originario percorso sinuoso, derivato dalla costruzione disordinata degli edifici. Solo dopo si iniziò a sventrare e a costruire vie “dritte”.

La prima pavimentazione venne intrapresa già sotto Philippe Auguste, ma limitata ad alcune vie ancora esistenti oggi: Saint-Jacques, Saint-Martin, Saint-Honoré e Saint-Antoine e al Pont-au-Change e al Petit-Pont.

Negli anni di Louis XIII le strade cittadine erano molto strette (la maggior parte meno di 4 metri) e la circolazione era estremamente difficoltosa perché non potevano passare due carri contemporaneamente né esisteva la retro marcia: ci si spostava a cavallo, mula o giumenta. Erano vie fangose, buie e con un canale di scolo al centro.

Nessuna nomenclatura era scritta sui muri. Le strade si chiamavano a seconda delle attività che vi sorgevano, o dal luogo che attraversavano o dal nome di un notabile o un edificio importante o di una particolarità (rue de L’abreuvoir – dell’abbeveratorio) e soprattutto da un’insegna, di cui parleremo più sotto.

Si narra che uno straniero vagò per una settimana prima di trovare l’indirizzo che cercava…

Prima di Henri IV esistevano a Parigi solo 2 grandi piazze, quella di Notre Dame e la Place de Greve, sempre occupata da commerci: le altre “piazze” erano in realtà spazi lasciati liberi tra le intersezioni tra gli isolati. In seguito le piazze iniziano ad essere progettate urbanisticamente (le odierne Place de Vosges e Place Dauphine sono dei primi anni del ‘600).

Illuminazione

Parigi era buia. Sotto Philippe il Bello a Parigi al calar della notte restavano tre luci: una sotto la volta del Grand-Chatelet, palazzo di giustizia e carcere, una alla Tour de Nesle, sulla cinta muraria, e una al Cimitero degli Innocents. Nei regni a seguire si ordinò che a una finestra di ciascuna casa dovesse restare una candela accesa. Ma furono prescrizioni che non vennero eseguite e la ronda notturna raccoglieva ogni notte una quindicina di corpi assassinati nelle vie.

Nel 1662 si pensò all’illuminazione mobile: in alcuni incroci si trovavano guide che accompagnavano chi lo necessitava con un cero al prezzo di 5 soldi per ogni trancio di cera consumata o con una lampada a olio (questi ultimi muniti di clessidra si facevano pagare a tempo). In entrambi i casi si veniva accompagnati fino alla porta dell’appartamento anche se si trovava al 6° piano.

L’acqua

Già sotto il regno di Louis XII si avevano a Parigi 16 fontane tutte sulla Rive Droite. Gli abitanti della Rive Gauche non avevano che i pozzi e la Senna per approvvigionarsi.

Nel 1605 Henri IV fece installare sul recente Pont Neuf una pompa, detta la Samaritaine, per completare la distribuzione di acqua, poi raddoppiata da un’altra nel 1673.

Maria de Medici, a cui serviva molta acqua per i giardini del suo Luxembourg, fece costruire un acquedotto: la prima pietra posta da Louis XIII il 17 giugno del 1613: Diciotto pollici d’acqua erano riservati al Re e i restanti 12 alla città, ripartiti in 14 fontane sulla Rive Gauche e 2 nuove sulla Rive Droite. 

Man mano la portata di queste fontane andò diminuendo perché nobili, associazioni religiose, collegi ottennero derivazioni sulla conduttura principale ciascuna del diametro di un pisello (petit pois nell’originale).

I parigini non disponevano che di un litro d’acqua pro capite al giorno.

La circolazione

Per molto tempo i soli mezzi di trasporto furono il cavallo o la giumenta o la mula, magari condivisa tra due borghesi.

Esistevano dei banchi appositi per aiutare a montare a dorso d’animale.

L’apparizione della carrozze fu una rivoluzione: nel 1550 ce n’erano tre in Parigi, quella di Catherine de Medici, quella di Diane di Francia e quella di Jean de Laval, troppo grasso per essere portato da un cavallo.

Terrorizzavano i pedoni e pochi anni dopo il parlamento supplica Carlo IX di vietarle, sebbene all’epoca ce ne fossero solo otto dentro Parigi.

Erano diverse da come crediamo: erano pesanti scatole sospese al telaio da funi e cinghie, sormontate da un tetto, sorretto da sei-otto colonne da cui pendevano tendaggi in pelle. Quella in cui fu assassinato Enrico IV portava quel giorno sette persone.

Nel 1614 il Parlamento di Parigi limita la circolazione di una vettura per famiglia.

Ci si spostava anche con la portantina a braccia dal 1620, e il fiacre, prima rudimentale corriera, dal 1640.

Le case dell’Antica Parigi

Le case fin dal Medioevo erano composte da un piano terra costruito in pietra da taglio, sormontato da grosse travi che a loro volta sostenevano un telaio fatto di pali di legno verticali e obliqui, detto “à colombages”. Gli interstizi tra questi venivano poi riempiti di materiale da costruzione sbriciolato tenuto insieme e ricoperto da intonaco di gesso che dava a Parigi un candore particolare.

In caso di incendio la distruzione si propagava velocemente per tutto l’isolato…

I piani potevano essere due-tre-quattro e ogni casa mostrava sulla via il suo lato più corto, allungandosi di più all’interno dell’isolato. L’isolato si presentava su strada, dunque, con tetti aguzzi e allineati come i denti di una sega, molto pittoreschi e talvolta abbelliti da tende da sole sostenute da mensole intagliate. C’era una sola finestra per piano e la normalità era quindi una stanza per piano, spesso aggettante verso l’esterno nelle case più antiche.

Non esisteranno le grondaie fino al 1764.

Le insegne

Le insegne sono state fino alla Rivoluzione Francese quello che per noi sono oggi i numeri civici. Le prime apparvero verso il XIII secolo per indicare alcune abitazioni private: erano delle edicole scolpite sotto il frontone delle porte o delle statue di gesso poste in nicchie ricavate nella facciata.

Le insegne dei commercianti furono molto posteriori. I primi a dotarsene furono le locande e le taverne, che dovevano essere riconoscibili allo straniero che cercava riparo e nutrimento. Le più semplici erano costituite da paglia modellata e  sospesa sopra la porta.

Nel XV secolo ne aveva una ogni porta di casa o di bottega o di negozietto. Era una placca di legno o più spesso di lamiera dipinta (o battuta o ritagliata), sospesa all’estremità di una lunga sbarra di ferro che sporgeva decisamente sulle facciate per attirare l’attenzione dei passanti. 

Lascia un commento