A un anno e mezzo di distanza dal romanzo di esordio “Bastarde di Francia – La figlia del Cardinale” tornano in libreria le intricate vicende di Madeleine e Cécile, protagoniste della saga ideata da Alessandra Giovanile e Virna Mejetta.
Il 21 marzo 2023 uscirà “Bastarde di Francia – L’angelo e la vergine”, secondo volume della storia ambientata all’epoca de “I tre moschettieri”, pubblicato da Edizioni Piemme.

“Cécile non era tornata. Era tornato il suo corpo, ma lei… Forse non sarebbe più tornata.
E lui non avrebbe saputo che farsene del solo corpo di Leine, senza il suo sorriso, la sua allegria, l’ironia coraggiosa con cui aveva affrontato quell’infelice destino. Meno che mai ora, che aveva udito dal Cardinale la lucidissima analisi delle catene che avevano condotto Madeleine in Savoia: si sentiva come se l’avesse condannata lui stesso.
Tutto quello che lei gli aveva fatto provare perdeva luce: il suo sguardo meravigliato e pieno di entusiasmo che lo faceva sentire finalmente utile a uno scopo che non fosse lasciarsi vivere. Quel miracolo aveva ridotto la donna che lui amava in un’esecutrice del volere del Cardinale
e del Re di Francia.
Era partita e non sarebbe tornata.
E Hauteville pensò che restava Cécile, o il fantasma di lei, a indicargli nel quotidiano quanto la propria pochezza fosse dannosa a chi amava.”
Madeleine e Cécile sono due giovani che nella prima metà del XVII secolo vivono gli stessi aneliti di ribellione delle donne di ogni tempo.
Sono loro le “Bastarde di Francia”, ambedue figlie illegittime di una società che le considera dipendenti e sottomesse all’autorità maschile.
Fisicamente simili sono unite in un destino che le accomuna nel ricordo dei personaggi che le conoscono, perché forzate entrambe all’obbedienza per ragion di Stato.
Nelle loro peripezie le due giovani sono al centro di un universo popolato da personaggi storici e fittizi, tra cui spiccano i moschettieri, che contribuiscono con le loro personali imprese a tessere l’arazzo su cui si regge l’intera vicenda.
Molta attenzione viene dedicata alle descrizioni degli ambienti e dei dettagli della vita
quotidiana del Seicento per indurre nel lettore la cupa atmosfera dell’epoca, senza trascurare un tocco di romance.
In questo secondo volume Torino e la Savoia saranno coprotagoniste della storia.
Occorre fare un passo indietro rispetto alla Torino barocca più nota, perché nel 1631 alcuni dei luoghi più iconici di Torino non esistevano ancora. La ricerca è stata condotta attraverso articoli scientifici e antiche mappe, per ridisegnare la nostra idea di città.
Vedremo i duchi muoversi tra il Palazzo Ducale (antico Palazzo di San Giovanni ora andato distrutto), il Castello degli Acaja (oggi Palazzo Madama) e il Castello del Valentino. Scopriremo l’incredibile fascino della collina torinese seicentesca, con le sue quattrocento vigne e ville nobiliari. Viaggeremo fino a Rivoli nel millenario castello.
Una parte importante del romanzo avrà anche come sfondo luoghi noti della Val Susa, da Sant’Antonio di Ranverso alla Sacra di San Michele, da San Giorio all’abbazia della Novalesa, fino al valico del Moncenisio. Infine avrà risalto la città di Cherasco, luogo in cui verrà firmato il trattato che aveva dato il via tutta la vicenda, in quel momento crocevia di incontro dei potenti di mezza Europa.
La struttura del romanzo richiama al tempo stesso quella dei feuilleton ottocenteschi e la serialità delle moderne serie tv, con sommarietti a inizio capitolo, vivaci dialoghi e un crescendo di colpi di scena, tale da tenere sempre viva l’attenzione del lettore.
“Alle donne spetta giostrarsi nella situazione in cui vengono poste e l’unica decisione che possono prendere è
tra il lasciarsi trasportare dalla corrente
e l’opporre resistenza e farsi distruggere.”