La triste vicenda di Isabella de Medici e Leonora da Toledo.

Le protagoniste principali del nostro romanzo sono due giovani donne che si destreggiano tra avventure e amori nella Parigi del 1630, cercando di non soccombere al patriarcato imperante che le considera “eternamente bambine.”

Dalle nostre ricerche sono spesso affiorate figure femminili degne di nota per il loro carattere forte e la vita vissuta lambendo il limite della tolleranza della società dell’epoca. La maggior parte erano donne nobili, di sicuro ce ne saranno state anche nei ceti minori, ma non ne abbiamo riscontri documentali.

Spulciando nell’albero genealogico fittizio di uno dei nostri personaggi abbiamo trovato due donne, la fiorentina Isabella de Medici e la spagnola Leonora da Toledo, e vogliamo raccontarvi la loro storia.

Siamo nella Firenze della seconda metà del 1500: Isabella de Medici era la secondogenita di Cosimo I. All’epoca se ne decantava beltà e intelligenza. A tredici anni va sposa a Paolo Giordano Orsini, Duca di Bracciano, a cui fa gola l’enorme dote dei Medici. A sedici anni si sposano realmente, (si attendeva a consumare il matrimonio), e Paolo porta la moglie a Bracciano e lì la lascia, partendo per un’ambasciata in Spagna.

Alessandro Allori, Isabella de’ Medici Orsini con un cagnolino, 1560

Isabella abituata alla colta vita fiorentina, si stanca presto della cittadina e lascia il palazzo del marito e ritorna a Firenze dal padre.Isabella organizza feste e banchetti e battute di caccia che saranno decantate anche fuori da Firenze. Allo stesso tempo si circonda di letterati e diviene il punto di riferimento di poeti e pittori ai quali fa da mecenate. Isabella è sensibile tanto da comporre musica e forte tanto da essere un’esperta cacciatrice spesso divertendosi a superare gli uomini nell’equitazione e nel coraggio della caccia.

Finché il padre Cosimo, che l’adora, è vivo Isabella continua la sua vita di duchessa amata dal popolo. Cosimo di tanto in tanto avverte la figlia che la sua vitalità spregiudicata può essere malinterpretata, ma la condotta matrimoniale di Isabella è irreprensibile: non le si conosce nessun amante.

Agnolo Bronzino, ritratto di Isabella Medici adolescente.

Alla corte fiorentina è cresciuta un’altra fanciulla celebrata per la sua bellezza ancor di più di Isabella, si tratta della cugina dai capelli color di fiamma: Leonora da Toledo.

La piccola Leonora di undici anni minore di Isabella fiorisce sotto l’ala della cugina. Le due donne sono legate da affetto sincero e la libertà concessa a Isabella è l’aspirazione di Leonora che però non si comporta con la stessa discrezione.

Leonora di Toledo è sposata al fratello di Isabella, Pietro Medici.

Leonora da Toledo

Cosimo aveva combinato le nozze per trattenere a corte l’affascinante fanciulla, nonché per la cospicua dote che portava con sé (40000 ducati e 5000 in gioielli).

Aveva però anche sperato che una moglie che conoscesse Pietro sin dall’infanzia potesse smussare le asperità di un carattere squilibrato.

Pietro si imbarcava in diverse missioni che lo tenevano lontano da Firenze e in quelle occasioni Leonora si intratteneva con Isabella; se quest’ultima era senza dubbio la carismatica padrona di casa, Leonora era sempre alla sua destra, lodata e ammirata da tutti. Non possedeva forse la vasta cultura e l’erudizione della cugina ma desiderava condividerne gli interessi intellettuali.

Cerchia di Alessandro Allori, ritratto di Leonora Alvarez de Toledo detta Dianora

L’infelicità matrimoniale univa quindi le due cugine, però, se Isabella si comportava con un certo grado di prudenza e accortezza, Leonora viveva la sua condizione come un’afflizione e di conseguenza reagiva assai meno cautamente. Ma Isabella la proteggeva e a un certo punto rende possibile la rottura delle relazioni familiari, permettendo a Leonora di lamentare la sua infelicità tra le mura della propria casa, prendendo quindi le parti della cugina di Toledo contro i fratelli Medici. Quando il 21 aprile del 1574 muore Cosimo I il Granduca e padre di Isabella, per le due donne la vita non sarà più la stessa.

(continua qui)

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