Continua la vicenda di Isabella de Medici e Leonora da Toledo

(continua da qui)

Si prospettano tempi difficili per Isabella de Medici.

Morto il padre Cosimo, Francesco diventa Granduca.

Isabella non è mai andata d’accordo con lui. Ama invece il fratello Giovanni, che le è vicino d’età e di passioni; proprio accanto al letto di morte di quest’ultimo Francesco la umilia, rimproverandole le lacrime che bagnano le sue guance:

“Non mostrare i sentimenti come un animale.”

Letto il testamento del padre, Isabella subito solleva dei sospetti sull’autenticità, affermando a gran voce che suo fratello si sta appropriando della parte che il Granduca Cosimo avrebbe lasciato ai nipoti, figli di lei e di Paolo Orsini.

Non è certo abituata a tacere: vi sono lettere che provano i suoi contatti con l’estero, soprattutto con Parigi, dove da tempo trovano rifugio ribelli antimedicei in numero sempre crescente da quando Francesco è salito al trono.

Anonimo fiorentino, Ritratto di Dama Isabella de Medici, Palazzo Barberini, Roma

Nel frattempo il marito di Isabella, Paolo Orsini, avanza dei dubbi sulla fedeltà della moglie. Lui è a capo delle truppe pontificie a Roma e qui ha un’amante fissa, Vittoria Accoramboni. Non si preoccupa affatto di nascondere la relazione, ma la moglie Isabella non deve osare… Chissà quante volte si sono sentite queste parole rivolte a una donna:

“Non osare!”

Il marito quindi manda a Firenze suo cugino, Troilo, per controllare se è vero che Isabella si comporta in maniera integerrima. Così facendo Paolo apre una “sliding door” che cambia il destino di tutti.

Troilo Orsini è bello e colto; si può supporre che una persona violenta e crudele come Paolo creda che il cugino sia un uomo senza qualità, invece Isabella se ne innamora.

Il governo di Francesco de Medici non è certo illuminato come quello di suo padre: le strade di Firenze, quasi ogni notte, si bagnano del sangue di qualche nobile per vendette, gelosia o tradimenti.

Francesco I, Granduca di Toscana, attribuito ad Alessandro Allori, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Un omicidio coinvolge una spia dei Medici. Per motivazioni che restano ignote, dopo avere commesso il fatto, l’assassino ottiene rifugio in casa di Troilo Orsini. Secondo le cronache dell’epoca vengono “presi li servitori del Signor Troilo Orsino et un suo fratello che era in casa ammalato.”

Troilo sa bene che molti crimini mortali si sono consumati in città negli ultimi diciotto mesi senza che i tutori dell’ordine abbiano alzato un dito.

È lui che i Medici vogliono, quindi scappa a Bologna e successivamente a Parigi. Isabella, strappata all’amato senza nemmeno un addio, sprofonda in un grave malessere.

Anche la giovane Leonora di Toledo ha corso un rischio, lagnandosi apertamente del matrimonio con Piero Medici, e ora si lascia coinvolgere nella Cospirazione dei Pucci. Eppure ancora un grosso ostacolo impedisce a Francesco di mettere in atto la vendetta contro di lei: Leonora appartiene agli alti ranghi della nobiltà spagnola. Per quanto ambigui siano i suoi rapporti con la Spagna, Francesco ha ancora bisogno che le corone asburgiche riconoscano il suo titolo granducale.

Come lo era Troilo, anche Leonora, cresciuta a immagine e somiglianza della padrona di casa, è una figura chiave nel circolo di Isabella. Francesco desiderava “lavarsi le mani” della spagnola e, come ha fatto con Troilo, aspetta il momento giusto per toglierla di mezzo. È questa la sua dote più spiccata, è disposto a lunghe attese per consumare al meglio le proprie vendette.

Attende che Leonora risulti meno protetta. E un caso di sangue gli offre l’occasione: la donna aiuta la fuga di un assassino, donandogli una collana da 200 scudi e un cavallo.

Con Troilo lontano, Francesco sa che colpire Leonora creerebbe il vuoto intorno alla sorella. Isabella però non sospetta nulla, sebbene l’aria sia cambiata da quando Francesco governa Firenze; nella sua mentalità la posizione sociale di Leonora di Toledo è sicura garanzia di protezione: è nobildonna spagnola per nascita e principessa Medici per matrimonio. Le principesse, a suo modo di vedere, salvo che non salgano al trono d’Inghilterra, non rischiano di essere uccise.

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