Maria Bricca, eroina piemontese

Monumento in marmo a Maria Bricca

Vi abbiamo condiviso un evento di rievocazione storica che si svolgerà il 4 e 5 maggio a Pianezza, dedicato a Maria Bricca e all’assedio di Torino del 1706.

Ma chi era Maria Bricca?
Non molti conoscono la vicenda di questa eroina piemontese, ma il suo mito fu fortemente alimentato durante l’800 in odore di Unità d’Italia.
Ora gli storici sono concordi: il passaggio segreto e Maria Bricca sono realmente esistiti.

Si chiamava Maria Chiaberge, nata a Pianezza nel 1684. Nel 1705 si sposa con Valentino Bricco e secondo l’usanza inizia ad essere chiamata Bricca o Briccassa.
Già nel 1693 le truppe francesi del Generale Catinat erano passate da Pianezza, saccheggiando e violentando prima di arrivare alla Marsaglia dove sconfissero clamorosamente Vittorio Amedeo II. L’insofferenza verso la dominazione francese era dunque già radicata nel suo animo.
Arriviamo dunque al 1706 quando la città di Torino era sotto assedio da parte dei francesi in una situazione particolarmente drammatica, ma per un colpo di fortuna i piemontesi con gli alleati prussiani riuscirono a intercettare rinforzi e rifornimenti in arrivo dalla Francia presso la Dora. La sconfitta inflitta fu pesante: i piemontesi si appropriarono di munizioni e provviste e i francesi furono costretti a ritirarsi nel castello di Pianezza. Qui dovevano arrivare per loro dei rinforzi e dunque per batterli definitivamente occorreva agire subito.

Castello di Pianezza

Ecco che rientra in scena Maria Bricca.
Sapendo del castello preso e dei francesi all’interno che pare festeggiassero il fatto di essersi messi in salvo, si recò personalmente dal Marchese Visconti, sottufficiale del Principe Eugenio di Savoia, per riferirgli di un passaggio segreto che collegava il borgo con il castello. Senza indugi a Maria vennero assegnati 50 granatieri brandeburghesi: lei percorse il cunicolo davanti a loro e abbatté personalmente la cancellata al grido di “Viva i Savoia!”
All’inizio i soldati francesi pensarono a uno scherzo, vedendo la donna armata di ascia… ma, si sa, meglio non sottovalutare le donne!
La vicenda si concluse con un contemporaneo attacco al di fuori del castello e l’arresto di due generali, due colonnelli e un bottino di cannoni, seicento cavalli e due milioni di franchi.

L’entrata nel salone delle feste di Maria Bricca a capo dei granatieri è immortalata in dipinto di Francesco Gonin, che oggi è conservato alla Basilica di Superga, che purtroppo abbiamo trovato con una risoluzione davvero insoddisfacente; esiste anche un cortometraggio, reperibile su youtube, dedicato alla sua vicenda.

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