Laura Bassi, scienziata

Il 17 aprile del 1732 una grande folla, che comprendeva alcuni dei principali esponenti della città e dei dintorni, si radunò presso il Palazzo Pubblico, residenza del capo del Senato della città di Bologna. 
Al centro dell’attenzione c’era uno studente che, a soli 21 anni, affrontava sette esaminatori per sostenere le 49 risposte che aveva dato alle domande degli intellettuali sulla fisica, la metafisica e la natura del corpo e dell’anima.
In caso di successo, avrebbe ricevuto i simboli della laurea: un libro, un anello, una corona d’alloro in argento e un mantello di ermellino.
Il candidato era eccezionale perché non solo non era nobile, ma era una donna.

Laura Maria Caterina Bassi nacque a Bologna il 29 ottobre 1711.
Era figlia di un avvocato che ben presto ne riconobbe le capacità intellettuali e la spinse a studiare in tenera età. A soli cinque anni, padre Lorenzo Stegani, suo cugino, le aprì le porte della conoscenza, insegnandole varie lingue e i primi rudimenti della matematica. Sempre a casa, il padre invitò il medico e amico di famiglia Gaetano Tacconi a istruirla in discipline come la matematica, la filosofia o la storia naturale. Tacconi decise di mostrare al mondo quel diamante grezzo e come professore dell’Università di Bologna divenne il suo principale mentore e alleato.

Il 20 marzo 1732 ad appena ventun’anni, Laura Bassi fece storia venendo accettata all’Accademia delle Scienze di Bologna. Fu la prima donna a ottenere tale riconoscimento senza aver ricevuto un’istruzione formale come qualsiasi studente universitario del suo tempo. Nello stesso anno, Laura, sotto la protezione di Prospero Lorenzini Lambertini, che sarebbe poi divenuto Papa, fu in grado di provare il suo valore intellettuale e scientifico ottenendo il dottorato in scienze all’Università di Bologna. Ottenne poi un secondo dottorato in filosofia, diventando la seconda donna nella storia, dopo Elena Cornaro, ad ottenere tale riconoscimento accademico.

Non solo conseguì un dottorato in fisica e furono coniate medaglie commemorative in argento e peltro a suo nome,  vennero pubblicati tre volumi di poesie in suo onore, ma soprattutto le fu conferito un incarico di insegnamento, con uno stipendio annuale di 500 lire.
E questa era un’incredibile novità.

Nonostante Bologna fosse conosciuta come il “paradiso delle donne” per la sua abitudine di celebrare il successo femminile, avere una carriera professionale nel mondo della scienza era inaudito.
Nella realtà non poteva insegnare liberamente in un’aula dove c’erano solo uomini, avrebbe dovuto accontentarsi di tenere lezioni in contesti specifici in cui partecipavano anche donne.

Il 7 febbraio 1738 sposò Giuseppe Veratti, dottore e professore di anatomia all’Università di Bologna e membro anch’esso all’Accademia delle Scienze. Mentre altre donne studiose o artiste abbandonarono la loro vita professionale nel momento in cui diventarono mogli, Laura ebbe otto figli ma non abbandonò la sua vita da scienziata.
La complicità di Giuseppe fu la chiave del successo di una coppia che creò una solida squadra allestendo un laboratorio nella propria casa, improntato al metodo newtoniano, che divenne un punto di riferimento per gli scienziati bolognese e italiani.

Nel 1745 il mentore di Laura Bassi, Lambertini, diventato papa con il nome di Benedetto XIV, creò un gruppo di élite scientifica detto “Benedettini”. Lei riuscì a entrarvi, sebbene non senza una certa riluttanza da parte dei sapienti studiosi. Fu l’unica donna del gruppo e le venne negato il diritto di avere un voto.

Laura Bassi dedicò tutta la sua vita alla scienza, arrivando al punto di scrivere quasi trenta studi scientifici. Ebbe anche il tempo per la poesia, le cause sociali, oltre a prendersi cura dei suoi cinque figli rimasti vivi.

Alla sua morte, nel 1778, il suo nome venne dimenticato nel corso degli anni. 

Rimane il suo esempio che incoraggia ancor oggi altre donne a immergersi nel mondo della scienza.

P.S. A quei tempi eravamo in prima fila: in Germania la prima laurea per una donna fu nel 1787, negli Stati Uniti nel 1877 e in Francia nel 1903.

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