Asburgo, consanguineità e deformità

Quanti di voi sono stati a visitare il Prado? Si sente sempre qualcuno che parla italiano passeggiando per i corridoi del grande museo di Madrid. Tra le tante opere d’arte che vi troviamo, spiccano anche i ritratti dei sovrani spagnoli. Molte volte davanti alle grandi tele del Cinquecento e del Seicento e spagnolo ho sentito la parola “brutti…”

Ritratto di Margarita d’Austria, nonna di Carlos II , dipinto da Juan Pantoja de la Cruz. Museo del Prado

“Che brutti che erano”

E di sicuro in altre lingue l’impressione di quei visi con la mandibola allungata e le labbra carnose, sarà la stessa. Un articolo del periodico spagnolo El Pais ci spiega il perché…

Felipe IV, padre di Carlos II, dipinto da Diego de Velazquez, Museo del Prado Madrid

Racconta lo storico Jaime Contreras che la nascita di Carlo II, il 6 novembre del 1661 servì di scusa a Madrid per organizzare una grande festa popolare con strani travestimenti di animali e demoni. “Centinaia di veggenti e studiosi di oroscopi proclamarono le loro previsioni. Al contrario di ciò che molti temevano, i più esperti assicurarono che sarebbe divenuto Re. La maggior parte delle carte astrali erano entusiasmanti: Saturno era il pianeta che inviava il suo flusso maggiore giacché era all’orizzonte al momento della nascita senza aspetti malevoli.

Presto si seppe che i veggenti si erano sbagliati.

Ritratto di Carlos II, dipinto verso il 1680 por Juan Carreño de Miranda. Museo del Prado

Carlos II, l’ultimo Re degli Austria, il ramo spagnolo degli Asburgo, nacque cagionevole. Salì al trono a soli quattro anni, affetto da rachitismo ed epilessia. Il segretario del nunzio apostolico descrisse così il giovane monarca quando aveva 25 anni:

“Il Re è piuttosto basso, non ben formato, brutto di viso; ha il collo lungo, il viso lungo e come ripiegato verso l’alto; il labbro inferiore tipico degli Austria. Può raddrizzare il suo corpo solo quando cammina, però sempre appoggiato al muro, una parete o qualcosa. Il suo corpo è tanto debole quanto lo è la sua mente. Ogni tanto dà segni di intelligenza e memoria, quasi sempre ha un aspetto lento e indifferente, goffo e indolente. Si può far di lui ciò che si vuole perché sembra non aver volontà propria.”

Il genetista Francisco Caballo lo descrive con la caratteristica mandibola all’infuori e tutta la parte del viso che sembra allungarsi verso il basso. Caballo è uno degli scienziati che hanno scoperto una relazione diretta tra questa deformità facciale, tipica degli Asburgo, e i matrimoni tra consanguinei che essi praticarono per quasi due secoli.

I genitori di Carlo II erano zio e nipote, però con la consanguineità accumulata lungo le generazioni era come se fossero fratelli, spiega il genetista.
Carlos II fu il culmine della politica diplomatica degli Asburgo, riassunta in questa frase in latino:

“Bella gerant alii, tu felix Austria nube.”

Che altri facciano le guerre, tu felice Austria, sposati. La loro strategia per dominare buona parte dell’Europa furono i matrimoni, senza curarsi se fossero tra cugini o persino tra zii e nipoti.
Gli investigatori, grazie a 66 ritratti dei monarchi dal 400 fino al 1700 anno di morte di Carlos II, hanno confermato l’associazione tra deformità e endogamia. A maggior grado di parentela dei genitori vi era fisionomia maggiormente sfigurata.
Come vi dicevamo in un altro post i maggiori pettegoli, quando non spie, delle Corti erano i pittori e gli ambasciatori. Grazie a loro abbiamo descrizioni spietate dei reali spagnoli di quell’epoca, come quella fatta su Carlo V: ve la risparmiamo per non sciupare il tè con pasticcini che ci piace sorseggiare quando leggiamo di storia.

Ritratto di corte della infanta Margarita (1651-1673) all’età di 15 años, sorella di Carlos II e futura sposa dell’imperatore Leopoldo de Austria . Dipinto di Diego de Velazquez. Museo del Prado.

Descrizioni che però sono state accuratamente studiate dagli scienziati di oggi che hanno esaminato l’albero genealogico di 6000 membri e 20 generazioni degli Asburgo. Carlos II aveva una percentuale di geni ripetuti del 25%.
Per fortuna la debolezza che porta la consanguineità porta anche alla sterilità e Carlos II non ebbe figli e alla sua morte si aprì una guerra di successione.

La categoria dei “regnanti” è un buon laboratorio per studiare gli effetti della consanguineità umana, sostiene il genetista Caballo che ora ha intrapreso lo studio della famiglia Borbone.
Cosa scoprirà su Louis XIII e su suo figlio il Re Sole? Intanto, da buone studiose dell’epoca che ci appassiona, sappiamo che la Regina Anna d’Austria, moglie di Louis XIII aveva fatto sposare suo figlio Louis XIV con la figlia di suo fratello, ovvero la nipote Maria Teresa d’Austria.

Appunto: “Bella gerant alii, tu felix Austria nube.” Oppure: tutto deve restare in famiglia.
A loro discolpa possiamo dire che non lo sapevano.

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